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Le carte di credito possono essere oggetto di diverse tipologie di tentativi di frode, che possono puntare a diversi obiettivi: alla sottrazione della carta, a una sua vera e propria falsificazione da utilizzare o rivendere, oppure al furto di dati relativi per usarli poi nelle transazioni a distanza.
In caso di furto o smarrimento, l’obiettivo è utilizzare la carta di credito prima che il titolare si avveda del furto e la blocchi.
Una carta di credito falsificata (o “clonata”) è invece una carta stampata senza l’autorizzazione della banca emittente, oppure una carta regolarmente emessa, ma poi alterata.
Nella maggior parte dei casi di falsificazione, viene impiegata la tecnica dello skimming, un processo nel quale i dati contenuti nella banda magnetica della carta originale vengono copiati su una carta falsa, senza che il legittimo intestatario della carta originaria se ne accorga.
Lo skimming avviene attraverso un piccolo apparecchio, lo skimmer, che può catturare e memorizzare i dati presenti sulla banda magnetica anche di centinaia di carte diverse. 1 dati vengono poi copiati direttamente sulla banda magnetica della carta falsificata, che viene poi stampata in modo tale che i dati sulla banda magnetica coincidano con quelli sul fronte della carta.
carte di creditoSolitamente, lo skimming avviene quando il titolare della carta la utilizza per il pagamento presso un esercizio commerciale: la carta di credito viene regolarmente passata nel lettore Pos, ma anche nello skimmer, che così ne copia i dati.
Si hanno segnalazioni sempre più frequenti di skimming effettuato anche attraverso i terminali Atm, ovvero gli sportelli automatici di prelievo di denaro.
Più sofisticata, e quindi anche molto più rara, è l’intercettazione del codice Pin nel passaggio dalla tastiera numerica dello sportello Atm al circuito elettronico che provvede poi a criptarlo e trasmetterlo per la verifica.
Un diverso tipo di frodi è quello dell’appropriamento dei dettagli connessi alla carta di credito (nome e cognome del titolare, codice numerico della carta, durata della carta, codice di sicurezza), da utilizzare per transazioni non autorizzate a distanza, dove cioè non è necessario presentare fisicamente la carta per concludere un acquisto (internet, ordini telefonici o postali).
L’esercente, in questi casi, non può esaminare le caratteristiche fisiche e grafiche della carta per verificarne l’autenticità. Inoltre, mancando la firma e il codice Pin, è molto più difficile stabilire se chi usa la carta sia realmente il legittimo titolare.
Queste tecniche di sottrazione dati hanno vari nomi:

  • hacking: violazione di database per accedere ai numeri delle carte di credito immagazzinati;
  • phishing: prelievo dei dati della carta attraverso siti internet o posta elettronica creati appositamente;
  • boxing: prelievo dei dati attraverso furto dell’estratto C/C spedito al titolare della carta di credito;
  • trashing, acquisizione dei dati tramite le ricevute delle carte di credito che a volte i titolari perdono o buttano via dopo un pagamento. È bene tenere presente che sulla ricevuta è stampato sia il numero di carta che la sua data di scadenza.
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