Addio vecchie “strisciate” e codici da digitare. L’ultima frontiera dei micropagamenti con carta di credito potrebbe rivoluzionare gesti quotidiani più o meno consolidati che verranno sostituiti dall’imperativo della velocità. E già perché per pagare, fino a importi massimi di 30 euro, oggi l’alternativa è avvicinare la carta di credito a pochi centimetri da un “lettorino” di nuova generazione, un pos che non chiede pin o autografi, ma che legge in modo automatico l’identità del titolare e abilitando la transazione in modo automatico.
I circuiti internazionali si stanno attrezzando, così come le banche italiane, che hanno intuito un business potenzialmente molto ricco – quello degli spiccioli da sostituire, non solo su internet – se è vero come stima Visa che in Europa i consumatori eseguo ogni anni 360 miliardi di transazioni in contanti, l’80% delle quali per pagamenti inferiori a 15 euro ( In Italia la media delle transazioni con contante sale al 93%). Carte di credito “mutanti”, quindi, che lavorano a una frequenza di 13,56 Mhz, simili a quelle che qualche anno fa si vedevano solo nei film di fantascienza.
Una spinta all’innovazione che arriva proprio dai circuiti. Mastercard, per esempio, sta puntando a far conoscere con una campagna di marketing molto aggressiva la sua nuova soluzione di carta contactless, senza contatto: si chiama Paypass e prevede un plafond di 25 euro. Anche Visa ha una prodotto ad hoc, Payway, che permette transazioni fino a 15 euro.
Secondo l’Osservatorio Nfc& mobile payment del Politecnico di Milano, si tratta di un mercato molto effervescente anche se oggi i numeri sia delle carte e sia dei pos abilitati è ancora limitato. Parliamo di una stima di 150-200mila carte mentre i pos per pagare già attivati o in via di attivazione sono complessivamente un migliaio in tutta Italia, ma è solo l’inizio. Diversi gli istituti di credito coinvolti: in prima linea ci sono la Banca Popolare di Sondrio, Intesa Sanpaolo, la Popolare di Vicenza e la Popolare delle Marche, senza dimenticare CartaSi.
Dal punto di vista industriale la diffusione di queste carte dipenderà non solo dall’«intelligenza» delle commissioni –che su importi tanto piccoli rischiano di avere un’incidenza “psicologica” significativa – ma dall’impegno effettivo degli esercenti nell’adottare i nuovi pos. La sicurezza, poi, sarà un altro dei temi centrali, anche perché i clienti potranno percepire come poco affidabili transazioni effettuate senza la digitazione di alcun codice.