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Scegliere se affittare o comprare una casa non è una cosa semplicissima, in quanto gli elementi da considerare sono molti e di vario tipo. Innanzi tutto dipende da quanti soldi si hanno già in tasca e da quanti si avranno dalla banca, accendendo un mutuo. Anche il tipo di mutuo conta in questa valutazione. Infatti, se è a tasso variabile il costo è più basso, ma comporta dei rischi e un altro aspetto non secondario è la sua durata. Nei calcoli entra in gioco anche il canone mensile d’affitto di una casa analoga a quella che intendiamo comprare, e la sua rivalutazione alla scadenza degli otto anni di contratto, perché l’affitto si rivaluta del 75% dell’inflazione ogni anno, ma ogni otto anni va rinegoziato con il proprietario. Chiaramente il calcolo è un po’ complesso, perché tutti questi parametri s’intrecciano tra loro, ma soltanto in questo modo si riesce a capire qual è il punto di break even tra le due opzioni, oltre il quale conviene sempre comperare. E se nel lunghissimo periodo è sempre conveniente comperare, nel breve, invece, potrebbe non essere così, perché i soldi che dovremmo mettere nella casa nuova per comprarla, li potremmo tenere investiti in modo che producano degli utili. L’affitto iniziale potrebbe essere più basso della rata di restituzione del mutuo, ma, dovendosi rivalutare ogni anno con l’inflazione e ogni otto anni con le rivalutazioni periodiche è chiaro che arriverà il momento in cui supererà la rata del mutuo. È l’insieme di tutti questi elementi che ci suggerisce qual è il punto di break even e qual è il livello di convenienza.

Quali e quanti sono i costi di chi acquista casa?

Una cosa va subito chiarita: il costo della casa è solo una parte di quanto complessivamente ci troveremo a spendere per entrarne in possesso. Le voci di costo che dovremo considerare sono molte e variano in funzione di diversi fattori (la casa è la prima o la seconda? È di lusso? Da chi la si acquista? ecc.) che nel loro insieme possono rappresentare una cifra importante, soprattutto se poi sarà necessario procedere a interventi di ristrutturazione, trasloco e arredamento.
mutuiRelativamente ai compensi notarili, i valori si riferiscono alle tariffe ministeriali vigenti che sono presentate nel sito del Consiglio nazionale del notariato, tariffe che poi ogni Consiglio distrettuale stabilisce come applicare. Ricordiamoci che qualora l’atto di compravendita e il mutuo siano effettuati contestualmente vengono praticati degli sconti, anche in questo caso i criteri sono fissati da ogni Consiglio distrettuale. In fase di pianificazione, potremo utilizzare i dati qui raccolti ma, una volta individuata la casa, è consigliabile contattare il notaio al quale richiedere un preventivo con i costi e gli oneri che dovremo affrontare.
Per fare una stima ragionata del valore dell’abitazione che si desidera acquistare, non possiamo limitarci a considerare solo tasse, imposte e costi direttamente imputabili a questa operazione; in realtà, sarebbero da considerare anche altri costi indiretti o collaterali, quali il trasloco, l’eventuale ristrutturazione o gli interventi di ripristino della casa, l’attivazione delle utenze e gli arredamenti, commissioni di intermediazione immobiliare e mediazione creditizia, se presenti, ecc.

Il processo può apparire un po’ laborioso, ma più saremo stati precisi nell’analisi preventiva, più dormiremo sonni tranquilli successivamente, in quanto non ci troveremo ad affrontare situazioni impreviste.

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