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Alcune finanziarie e istituti di credito propongono contratti di mutuo esclusivamente a dipendenti statali, molto più spesso di quanto avviene all’estero. Il motivo riesiede nella relativa “sicurezza” del  posto statale fisso rispetto al settore privato anche se le cose stanno lentamente cambiando.

inpdapTutto quanto descritto, come abbiamo detto, si riferisce all’abitazione principale del dipendente pubblico, quella nella quale il contraente e o i suoi familiari dimorano abitualmente anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di uno solo dei suoi familiari, cioè coniuge o parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado e coincide, generalmente, con la residenza anagrafica.
È importante che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dal momento del rogito.

La prima cosa da fare, per avere un mutuo, è un’attenta valutazione del “profilo di rischio”, un’ulteriore valutazione che occorre aggiungere a quelle fatte precedentemente rispetto alla rata sopportabile all’interno del nostro conto economico e che deve rispondere a questa domanda: quale rischio siamo disponibili a sopportare? Generiche affermazioni quali “alto”, “medio”, “basso” non sono assolutamente sufficienti, perché in gioco c’è la percezione di ognuno di noi.
Bisogna è avere chiaro quale e quanto è grande il rischio che ci sentiamo di affrontare. Ricordiamo che alcuni mutui trasferiscono le oscillazioni dei tassi cui sono indicizzati sull’importo della rata, altri invece sulla durata del mutuo.

Perché occorre individuare con precisione il rischio? Proviamo a immaginare due risparmiatori: il primo afferma di essere disponibile ad assumersi un basso rischio di variazione dell’importo della rata, il secondo si dichiara invece disponibile ad assumersene uno alto. Apparentemente è tutto chiaro, ma davanti a un possibile aumento di 100 euro al mese, i due possono avere reazioni opposte. Il primo risparmiatore ritiene la cosa accettabile perché il suo timore era riferito ad aumenti molto più forti; il secondo la considera invece appena accettabile perché la sua scala di valori era riferita a oscillazioni di valore molto più basso.
Un secondo aspetto che è opportuno valutare è quello relativo al tipo di supporto che desideriamo dall’operatore cui ci rivolgiamo (e conseguentemente la rata) è fissa per tutta la durata del finanziamento. Normalmente il tasso applicato è determinato in base ai tassi Irs con medesima durata del prestito, ma in alcuni casi le banche comunicano direttamente un tasso complessivo. È il finanziamento sicuro per definizione e, contrariamente a quanto normalmente avviene, è risultato anche economico.

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