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Oggi, la nuova situazione di mercato ci obbliga invece ad avere un atteggiamento più riflessivo e razionale: i tassi di mercato sono in evoluzione continua e le banche hanno rivisto, irrigidendole, le loro politiche di credito immobiliare.

Ecco allora che prima di mettersi alla ricerca della casa è opportuno sapere con ragionevole precisione almeno due cose:
a) di quali risorse possiamo concretamente disporre; b) quale tipologia di abitazione ci possiamo permettere con queste
risorse.

Liquidità sufficiente. Per chi ha abbastanza denaro per procedere all’acquisto senza ricorrere alla richiesta di un mutuo e non sono pochi, visto che l’Agenzia del Territorio segnala che negli anni compresi tra il 2012 e il 2015 il loro peso sul totale delle compravendite è oscillato tra il 54,7% e il 52% relativamente al primo punto, questo dato non costituisce un grosso problema, in quanto il valore è rappresentato dalla liquidità disponibile o da quella che intende investire a questo scopo.

Liquidità limitata. Chi invece dispone di una liquidità più limitata, deve necessariamente considerare la sottoscrizione di un mutuo, ecco allora che le valutazioni da fare saranno le seguenti:
1) qual è l’importo disponibile per questo investimento; 2) a quanto ammonta il risparmio mensile che può essere messo al servizio della restituzione del mutuo.
Mentre la definizione dell’importo disponibile è facile, più complessa può essere la valutazione della seconda ipotesi, in quanto, per essere fatta correttamente, necessita della valutazione del proprio conto economico, ossia delle entrate e delle uscite.

Valutare il proprio conto economico

L’ammontare del risparmio mensile e conseguentemente del capitale che è possibile avere a disposizione con il mutuo è determinabile in vari modi:
1) empiricamente, cioè sulla base della propria esperienza e facendo qualche semplice considerazione su cosa è possibile eliminare o comprimere tra i propri consumi voluttuari;
2) facendo riferimento ai criteri utilizzati dalle banche che erogano mutui (cui, per una maggiore precisione possiamo fornire anticipatamente tutta la documentazione reddituale);
3) analizzando il proprio conto economico con attenzione.

Per avere un’ esatta dimensione della propria realtà economica ed evitare errori di valutazione, è consigliabile adottare la terza modalità mutuoproposta, lasciando alla banca il compito di valutare il finanziamento secondo i propri criteri e mettendo da parte analisi generiche che potrebbero non considerare o sottostimare voci di spesa importanti.
Come abbiamo già detto è opportuno tenere separati il proprio conto economico che ci permette di conoscere quale rata mensile è per noi sopportabile (anche in funzione dei “sacrifici” che siamo disponibili a sopportare) dalla valutazione che farà la banca. Valutazione che è destinata a verificare, secondo il suo punto di vista, qual è l’importo mensile che non dovrebbe produrre insolvenze.
È facile intuire, infatti, che queste due valutazioni potrebbero essere a volte distanti, anche perché i parametri considerati potrebbero non essere gli stessi, così come diverse sono le finalità.
Indipendentemente dai criteri utilizzati dalle banche per l’analisi dell’accettabilità della domanda di mutuo, è importante fare prima un’attenta valutazione di quanto, sulla base del nostro tenore di vita, possiamo disporre mensilmente per pagare le rate.

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