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Sottoscrivere un mutuo, normalmente, vuol dire accendere un’operazione finanziaria che ci permette di raggiungere un obiettivo importante: una nuova casa o la sua sistemazione, la seconda casa ecc. Tutte situazioni nelle quali l’entusiasmo derivante dal piacere del compimento di un sogno tende a sovrapporsi ai timori e alla prudenza che in altri momenti ci caratterizzerebbe. Sovrapposizione che può avvenire anche quando le esigenze sono diverse (un impellente bisogno di liquidità o la necessità di consolidare più debiti), in questo caso sarà il desiderio di risolvere un problema immediato a far calare il dovuto livello di attenzione.
Gli aspetti che tratteremo saranno stati probabilmente già presi in considerazione, ma non è detto che ciò sia stato fatto con la dovuta attenzione e l’approfondimento necessario. Vediamo alcune domande che è bene porsi per valutare tutti gli aspetti della questione.

Perché è importante considerare la composizione del proprio nucleo familiare?

Anche se istintivamente tutti siamo portati a considerare fondamentale questo aspetto, se ci soffermiamo un attimo su di esso, forse ci accorgeremo che la struttura della nostra famiglia è un elemento molto più importante di quanto in realtà ci possa sembrare. Infatti, non si tratta di valutare quante persone portano reddito (ne parleremo mutuopiù avanti), ma quanto la composizione della nostra famiglia, nel tempo, può indurre delle variazioni su una voce molto importante del nostro conto economico, ovvero sui consumi e di conseguenza sull’impatto che una rata da pagare per un mutuo può incidere sul livello di vita.
I figli, per esempio, crescendo richiedono un impegno economico sempre maggiore, impegno che crescerà fino a quando troveranno un lavoro, raggiungendo la loro autonomia economica.
Una ricerca condotta in Italia tempo fa rilevava quanto variavano le spese per i figli in funzione della loro età. Considerando l’anzianità di questa ricerca, possiamo ragionevolmente pensare che oggi, a causa dell’allungamento dei percorsi scolastici e della maggiore difficoltà dei giovani a entrare nel mondo del lavoro, il costo anche nella fascia d’età più alta sia cresciuto rispetto a quanto allora riscontrato.

Ecco perché, nella medesima situazione economica, sottoscrivere un mutuo ventennale avendo dei figli che hanno solo 10-12 anni (con consumi crescenti per molti anni ancora) richiede una valutazione più prudente rispetto al caso di figli di 20-22 anni (più vicini all’autonomia). Considerazioni simili possono essere fatte anche se conviviamo con degli anziani, che normalmente, col passare degli anni necessiteranno di maggiori costi sanitari.
Variazione della spesa per i figli per fasce di età (in euro)

Fasce d’età Single con 1 figlio Coppia con 1 figlio Coppia con 2 figli
0-5 100,0 100,0 100,0
6-14 107,4 110,8 118,1
15-20 109,7 141,5 143,1
oltre 20 85,2 134,6 152,1

Può essere utile considerare l’evoluzione nel tempo del proprio nucleo familiare?

Se quanto abbiamo detto nella risposta alla domanda precedente ha un senso, a maggior ragione possiamo comprendere quanto possa incidere l’ingresso o l’uscita dal nucleo familiare di un componente. Lasciando perdere movimenti non prevedibili (prevalentemente dovuti a separazioni e decessi), qui dobbiamo considerare l’arrivo di un figlio o la sua uscita per raggiunta autonomia economica; naturalmente gli effetti di questi due eventi saranno profondamente diversi, un forte aggravio dei consumi familiari nel caso della nascita di un figlio, un alleggerimento in caso della fuoriuscita di casa di un figlio adulto. L’entità dei valori in gioco giustifica la dovuta attenzione su questo aspetto: nella medesima situazione economica, volendo sottoscrivere un mutuo dovremo essere più prudenti nel valutare l’importo della rata mensile se abbiamo programmato l’arrivo di un figlio nei prossimi anni, rispetto a quello che potremmo fare in una situazione di stabilità del nostro nucleo familiare.

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