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Uno dei fattori fondamentali per la scelta di un finanziamento è che il prestito dev’essere sostenibile. Oltre alla ricerca di condizioni contrattuali migliori, alla sostenibilità si giunge anche attraverso la riduzione della somma mutuata. Oltre alla disponibilità di risparmi propri o di donazioni e lasciti da parte di genitori e parenti, esiste un’altra strada: l’uso dell’anticipo del Trattamento di Fine Rapporto.

Il trattamento di fine rapproto o TFR è la cifra che viene normalmente messa da parte nello stipendio dal datore di lavoro, il quale provvederà a liquidare la somma una volta che il lavoratore va in pensione o termina il rapporto lavorativo. Da un po’ di tempo, vista la crisi e i pochi soldi che girano, il denare della liquidazione è diventato anche uno strumento alternativo al prestito e al mutuo per effettuare alcuni tipo di spesa legati agli immobili. E’ importante notare che questa operazione non rappresenta alcun costo vivo per l’azienda visto che gli accantonamenti per il trattamento di fine rapporto non fanno parte del patrimonio aziendale ma sono dei lavoratori.

Da chi può essere chiesto

Questi soldi vengono pagati dal datore di lavoro solo a questo scopo e infatti il lavoratore li “vede” solo il giorno che presenta un documento comprovante il compromesso o contratto preliminare di compravendita, nel caso più semplice di acquisto di una casa. Se invece parliamo di casa da costruire allora al momento della concessione edilizia o di inizio lavori. Insomma Il denaro di questo anticipo TFR non può essere impiegato per altro che non sia la casa per voi o i vostri figli; altri tipi di emergenza non sono contemplati ed è pensato apposta per evitare che un lavoratore si “bruci” il TFR con operazioni che vadano ad inficiare il suo futuro.
Oltretutto nel giro di un anno il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro tutte le fatture o atti che testimoniano la destinazione di tutto il denaro preso in anticipo e la cifra non può essere più bassa di quella ricevuta precedentemente.
anticipo-tfrNell’arco di un anno solare l’azienda può dare al lavoratore non più del 70% del TFR che egli ha da parte, con delle limitazioni: infatti può riceverlo solo il 10% dei lavoratori dell’azienda che avrebbero diritto a questo anticipo, sempreché questi non rappresentino più del 4% di tutti i lavoratori dell’azienda.
Va ricordato che su queste cifre si pagano le imposte con tassazione ordinaria! Quindi non tassazione separata e agevolata che sarabbe quella del TFR ricevuto al momento della pensione, quindi è bene farsi due conti prima di togliere queste somme dal TFR!

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Attenzione a rompere il salvadanaio prima del tempo! Il TFR rappresenta una importante liquidità per chi esce dal mondo del lavoro, quindi la decisione di richiederla anticipatamente va presa con molta cautela.

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