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Quando decidiamo di sottoscrivere un prestito (come qualsiasi altra forma d’indebitamento), non possiamo non esaminare la nostra posizione economica. In effetti è una cosa che normalmente facciamo, attingendo dalle nostre esperienze e dalle nostre conoscenze valutiamo di che capitale possiamo disporre e quale rata ci possiamo permettere di pagare ma, probabilmente, questo modo di agire non considera molti aspetti che sarebbe opportuno, invece, prendere in considerazione. Così, il risultato finale, seppur di buon senso, non ci garantisce che sia quello migliore a lungo termine.
Proviamo allora a dedicare un po’ di tempo in più a questa fase. In fondo stiamo trattando un’operazione finanziaria importante, che ci seguirà per molti anni. Ci accorgeremo che questo tempo sarà ben investito. Una valutazione più attenta ci permetterà di scegliere più consapevolmente, ottenendo un risultato finale che ci garantirà maggiore tranquillità futura.
prestiti_personaliPer analizzare la nostra situazione economica con attenzione, dovremo predisporre due prospetti riepilogativi: il nostro stato patrimoniale (in particolare la parte che indica le disponibilità liquide o facilmente liquidabili, necessarie a determinare la quota contanti di cui possiamo disporre) e il conto economico (i nostri flussi di cassa, che determineranno la rata mensile che possiamo ragionevolmente sopportare). Come stimare la quota contanti di cui possiamo disporre per l’acquisto?
Qualora il prestito ci serva per finanziare l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di un immobile, il primo stato patrimoniale (quello che fotografa la situazione prima di sottoscrivere il finanziamento) ci permetterà, come già detto, di stabilire correttamente di quale quota contanti possiamo disporre.
Non tutti i beni indicati nel nostro stato patrimoniale possono contribuire a ciò, in alcuni casi perché quanto accumulato è riservato (e ragionevolmente vincolato) al raggiungimento di altri obiettivi per noi importanti (il patrimonio accumulato in polizze previdenziali, ad esempio, necessario all’ottenimento di una pensione integrativa) o riservato ad altri usi (un immobile usato dalla famiglia, l’automobile ecc.), in altri casi perché l’importo può non essere facilmente liquidabile (per esempio i prestiti a terzi).

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Come stimare la quota contanti di cui possiamo disporre?

Qualora il prestito ci serva per finanziare l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di un immobile, il primo stato patrimoniale (quello che fotografa la situazione prima di sottoscrivere il prestito) ci permetterà di stabilire correttamente di quale quota contanti possiamo disporre.
Non tutti i beni indicati nel nostro stato patrimoniale possono contribuire a ciò, in alcuni casi perché quanto accumulato è riservato (e ragionevolmente vincolato) al raggiungimento di altri obiettivi per noi importanti (il patrimonio accumulato in polizze previdenziali, ad esempio, necessario all’ottenimento di una pensione integrativa) o riservato ad altri usi (un immobile usato dalla famiglia, l’automobile ecc.), in altri casi perché l’importo può non essere facilmente liquidabile (per esempio i prestiti a terzi).

Per stabilire quale capitale è disponibile per l’operazione dovremo fare due passaggi:

  • prendere in considerazioni le voci che non risultano “vincolate” e si possono liquidare: la liquidità di conto corrente, gli investimenti non finalizzati, al limite la vendita di immobili o di beni reali (ma in questo caso dovremo tenere presente i tempi lunghi necessari e la possibilità che il prezzo di vendita possa essere inferiore al valore da noi inizialmente stimato);
  • dall’importo che risulterà disponibile (la somma degli importi che risulteranno liquidabili nel precedente passaggio), se non lo abbiamo fatto in precedenza dobbiamo poi togliere un’ulteriore parte, che sarà riservata a fondo di emergenza per effettuare spese da realizzare in un arco di tempo breve (per esempio 12 mesi) e per gestire imprevisti di non grande entità; (per esempio è consigliabile che questo fondo sia investito in depositi o in investimenti a basso rischio, Bot e fondi monetari che si possono facilmente liquidare in caso di necessità). Occorre ora determinare che importo accantonare in questo fondo, in assenza di spese programmate a breve o di analisi approfondite e personalizzate (che possono dipendere dalla nostra struttura familiare, dall’attività lavorativa, dal risparmio e dal patrimonio netto) possiamo dire che sarà opportuno vincolare a questo scopo un importo pari almeno 33-6 mensilità del reddito familiare.

Qualora, invece, il prestito ci serva a coprire esigenze di liquidità o a consolidare altre posizioni debitorie (sostanzialmente, utilizzare il nuovo finanziamento per estinguere altri debiti, ridistribuendo le rate di restituzione in un tempo più lungo), sarà sufficiente predisporre solo il nostro conto economico post credito; naturalmente, anche in questo caso, dovremo sempre accertarsi che la presenza del fondo di emergenza sia garantita.

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