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I Finanziamenti a Tasso zero vengono molto utilizzati nell’ambito dei prestiti finalizzati relativi agli acquisti dei beni per uno scopo preciso, come ad esempio un elettrodomestico o un’automobile. Le persone sono solitamente molto attratte da questo tipo di comunicazione soprattutto in questi tempi bui dell’economia, purtroppo però non è sempre tutto oro quello che luccica! Andiamo a vedere meglio come funziona un prestito a “tasso 0” e quali possono essere i possibili tranelli di marketing dai quali occorre difendersi per non andare a spendere alla fine una cifra di poco inferiore o equivalente a quella che prevede un normale tasso di interesse.

Diciamo anzitutto che per comprendere il finanziamento a tasso zero occorre avere ben presente i due tassi fondamentali di cui è composto l’interesse passivo:

  • TAN è il vero e proprio tasso di interesse passivo che si paga sul prestito. Dunque su un prestito di 1.000 euro, se l’interesse per la finanziaria che eroga il finanziamento è del 5%, quello sarà il TAN ovvero 1.000/100*5=50 dunque 50 euro sarà il costo totale degli interessi.
  • TAEG è invece il tasso effettivo globale del finanziamento, comprende tutte quelle spese accessorie sulla apertura e gestione della pratica di finanziamento. Nel nostro esempio, un finanziamento di 1.000 che richiede 200 euro di spese di gestione, bisognerà dare indietro oltre ai 50 euro di interessi anche 100 euro di gestione della pratica amministrativa. Quindi bisognerà restituire 50+100= 150 euro. In questo caso il TAEG è superiore al TAN e corrisponde al 10% dell’importo finanziato, che di fatto viene erogato ad un tasso globale del 15%

Ci siamo soffermati in particolare sul TAEG perché è qui che di solito si annidano le insidie del cosiddetto finanziamento a tasso zero. Nell’esempio sopra infatti anche con un TAN equivalente a zero, avremmo comunque una spesa che si deve aggiungere al costo del bene che intendiamo acquistare e che si aggira intorno al 10% del finanziamento.. altro che tasso zero!

Altre spese accessorie

Oltre ai costi che ci siamo detti che comprendono spese di apertura e gestione pratica di finanziamento, esistono altri costi nascosti nei quali possono incorrere gli ignari acquirenti di un bene sul quale è stato applicato un cosiddetto “tasso zero”.

  • Assicurazione è l’escamotage più utilizzato perché il più esorbitante per gli acquirenti. SI tratta di una polizza che protegge la finanziaria erogatrice del finanziamento da una possibile insolvibilità dell’acquirente. Di solito, proprio perché costosa, viene richiesta per l’erogazione di mutui a soggetti a rischio mentre per i prestiti di piccola entità non viene preso in considerazione. Però quale migliore occasione per caricare dei costi su un apparente finanziamento a tasso zero?
  • Apertura Conto Corrente è da considerare un costo in senso stretto, perché comporta spese di apertura e gestione. Inoltre probabilmente già se ne possiede uno, quindi alla fine del finanziamento andrà chiuso con ulteriore aggravio di costi. Le banche in questo modo riescono anche a fare in modo di prelevare direttamente dal conto corrente le rate del prestito senza ritardi.
  • Interessi di mora in caso non troppo raro di ritardo nel pagamento della rata, nel contratto potrebbe essere indicato un tasso di mora molto più alto che nei normali finanziamenti
  • Prezzo del bene lievitato accade anche questo purtroppo, quando abbiamo a che fare con offerte disoneste; non c’è nessuna convenienza, chiaramente, ad avere un tasso zero su un prodotto che acquistato altrove avrebbe un costo più basso!

Quindi esiste o no il tasso zero nei finanziamenti?

prestito tasso zeroNella maggior parte dei casi le finanziarie hanno un tornaconto, come abbiamo visto, e quello che viene pubblicizzato come “tasso zero” non è altro che uno specchietto per le allodole che nasconde costi contrattuali anche ingenti.

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Però non è detto che sia sempre così, bisogna leggere bene le condizioni. Ad esempio alcuni venditori di beni di largo consumo hanno dei reali accordi con le finanziarie per far avere ai clienti dei finanziamenti effettivamente senza nessun tipo di spesa ma chiaramente accade quando la forza contrattuale del primo è di una certa importanza. Oppure il venditore utilizza questo tipo di offerta realmente interessante per sbarazzarsi velocemente di merce obsoleta, portando contemporaneamente gente in negozio attratta dall’offerta principale ma che poi spesso acquista anche altro.

In altri casi le finanziarie hanno solamente lo scopo di incrementare il proprio database di utenti che hanno predisposizione agli acquisti con indebitamento, per poi proporgli telefonicamente o per posta altri tipi di prodotti finanziari.

Le offerte convenienti esistono, anche se vanno cercate col lanternino e sempre nella consapevolezza che banche e istituti finanziari non sono aziende che fanno business sul denaro e non possono certo regalarlo. Dunque, controllare per bene le condizioni contrattuali per avere ben chiaro quali saranno il TAEG e altri costi accessori che potrebbero impattare negativamente sulla rata finale!

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