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Come viene valutata la posizione finanziaria ed economica di un soggetto che richiede un prestito?
Le banche più sofisticate, quelle immobiliari specializzate nel mondo dei prestiti, dispongono oggi di criteri di valutazione molto precisi. Questi sistemi tengono conto della situazione economica, dello stato familiare e della situazione socio-economica in genere. Non solo della situazione reddituale, ma anche della composizione della famiglia e di quante persone al suo interno sono a carico ecc. Le banche più tradizionali in questo tipo di valutazione normalmente guardano soprattutto al reddito dei soggetti che contraggono il prestito, ma non solo, anche il loro patrimonio può essere un elemento interessante nella valutazione del merito di credito.

finanziamentiSe c’è carenza di reddito, ma una struttura patrimoniale sottostante forte, sono più disponibili a erogare del denaro; guardano anche la liquidità disponibile e i movimenti del conto corrente perché, anche se garantite dall’ipoteca sull’immobile, il loro interesse è che il richiedente sia in grado di far fronte agli impegni presi. In pratica le valutazioni delle banche riguardano il nostro guadagno reale e la nostra capacità di gestire la posizione debitoria che ci accingiamo ad affrontare.
Il criterio generale (che poi ogni banca personalizza in funzione delle proprie politiche di credito) consiste nel fatto che il rapporto tra la rata da pagare e il reddito disponibile della famiglia dovrebbe essere pari o inferiore al 30-33%; questa percentuale rappresenta il valore che generalmente è ritenuto il limite di guardia di uno dei principali indicatori di sovraindebitamento delle famiglie. In pratica, se noi guadagniamo 30.000 euro l’anno, si riconoscono come sopportabili fino a 10.000 euro annui di rate, oltre tale cifra aumentano i rischi di stress finanziario.
In realtà alcune banche derogano da queste valutazioni generiche e applicano dei criteri personalizzati; nella figura seguente sono presentati alcuni esempi di applicazione del rapporto rata/reddito nelle valutazioni di credito delle pratiche di finanziamento.

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Come possiamo vedere il rapporto varia da banca a banca (in passato, nei momenti di mercato più positivi erano applicati rapporti ancora più alti, ma ora il tutto è stato ricondotto a criteri di maggiore prudenza).

Criteri di valutazione delle banche

Rapporto rata/reddito

Reddito residuo minimo

Banca A

Max 40 % del reddito netto

In funzione della dimensione del nucleo familiare e della regione di residenza

Banca B

Max 40 % del reddito netto

==

Banca C

Max 35 % del reddito lordo

Solo se rapporto rata/reddito lordo compreso tra 35 e 40%

Banca D

Max 40% == del reddito netto max 80% e durata max 30 anni, 50%

 

Di interessante c’è il fatto che alcune banche riferiscono i loro conteggi al reddito lordo, altre a quello netto. Tutte, poi, sono disponibili ad accettare dei valori percentuali superiori al 30-33 % accennato prima, ma spesso introducendo nei loro criteri di valutazione anche il reddito residuo che rimarrà alla famiglia per far fronte ai suoi consumi, reddito che varierà in funzione della zona di residenza (deve essere più alto per chi vive al nord, più basso nelle regioni meridionali, per esempio) e della dimensione del nucleo familiare.

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