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La richiesta di un prestito urgente o urgentissimo può far propendere verso un tasso e dunque una rata sulla quale si potrebbe in futuro avere un oggettivo problema di solvibilità; occorre anzitutto quindi misurare e valutare la propria propensione al rischio.

Come verificare la propria propensione al rischio? Per prima cosa dobbiamo superare le solite definizioni generiche e non quantificate, quali bassa, media o alta propensione al rischio. Ognuno di noi, infatti, ha un concetto diverso di queste dimensioni, motivato dalla cultura, dalla posizione finanziaria, dall’esperienza ecc. Può benissimo capitare che una persona si ritenga con alta propensione al rischio, ma entri in ansia quando la rata si incrementa del 20% rispetto a quella iniziale; incremento magari sopportato benissimo da un altro soggetto che si è autodefinito con bassa 0 media propensione al rischio. Nei finanziamenti le variazioni di tasso di mercato si possono trasmettere su tre diverse dimensioni:

  • la prima è la rata, che cambia di valore nel tempo;
  • la seconda è la durata, che nei mutui a rata costante cambia in funzione dell’andamento dei tassi;
  • la terza è il montante, ossia l’importo versato complessivamente, che si ottiene sommando tutte le rate pagate.

Questi tre parametri non variano di pari misura; sono dimensioni difficili da stimare, e per farlo abbiamo bisogno dell’apporto di un operatore dotato di una particolare strumentazione, che permette di misurare praticamente le variazioni di rata, durata e montante indotte da diversi andamenti di tasso.

finanziamentiLe banche e gli operatori più attenti e qualificati stanno cominciando a dotarsi di strumenti in grado di fare ciò.
Avendo a disposizione questi supporti, saremo in grado di esprimere le nostre preferenze in merito alla quantità e al tipo di rischio che possiamo accettare: prevalentemente quello sulle rate (perché siamo più attenti ai flussi mensili) o quello sui montanti (perché abbiamo più a cuore il costo complessivo dell’operazione) o, magari, assegnando pari peso a questi due elementi.
Ma che cosa potremo fare se non abbiamo questi supporti? Per disporre di qualche elemento che ci permetta di misurare la nostra propensione al rischio, dovremo adottare delle modalità empiriche. Per esempio possiamo confrontare i comportamenti di alcuni prestiti utilizzando dei tassi del passato.
Anche se sappiamo che quanto accaduto nel passato non potrà essere utilizzato come previsione per il futuro, questo modo di procedere ci permetterà almeno di confrontare il comportamento dei diversi finanziamenti all’interno di una situazione che, perlomeno, si è già presentata e ha maggiore attinenza alla realtà di qualsiasi altro scenario costruito col nostro intuito, con previsioni o altro (per esempio, 1% di aumento dei tassi ogni anno per cinque anni, poi discesa dello 0,5 % semestrale ecc.). Con questi numeri a nostra disposizione potremo scegliere meglio la soluzione che presenta il rapporto tra costo e rischio che sentiamo più coerente a noi.

Vediamo di proporre un esempio pratico: Giuseppe ha l’esigenza di un prestito urgente che lo spinge ad accettare un tasso insolitamente alto (10%) causato dalla mancanza di una qualsiasi storia creditizia (positiva o negativa che sia); richiede dunque un montante di 10.000 euro da restituire cercando di pagare meno possibile di interessi, dunque periodo di restituzione più basso, e contando sul fatto che nel giro di pochi mesi potrà contare su alcuni guadagni extra olte al suo normale stipendio di 1300 euro. Decide di stringere la cinghia per qualche mese e provare a richiedere una restituzione in 24 mesi. Vediamo cosa lo aspetta nel seguente piano di ammortamento:

Periodo Capitale Residuo Importo Rata Quota Interessi Quota Capitale
0 10.000,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00 €
1 9.591,98 € 426,20 € 18,18 € 408,02 €
2 9.183,22 € 426,20 € 17,44 € 408,76 €
3 8.773,71 € 426,20 € 16,70 € 409,50 €
4 8.363,46 € 426,20 € 15,95 € 410,25 €
5 7.952,47 € 426,20 € 15,21 € 410,99 €
6 7.540,73 € 426,20 € 14,46 € 411,74 €
7 7.128,23 € 426,20 € 13,71 € 412,49 €
8 6.714,99 € 426,20 € 12,96 € 413,24 €
9 6.300,99 € 426,20 € 12,21 € 413,99 €
10 5.886,25 € 426,20 € 11,46 € 414,75 €
11 5.470,75 € 426,20 € 10,70 € 415,50 €
12 5.054,50 € 426,20 € 9,95 € 416,26 €
13 4.637,49 € 426,20 € 9,19 € 417,01 €
14 4.219,72 € 426,20 € 8,43 € 417,77 €
15 3.801,19 € 426,20 € 7,67 € 418,53 €
16 3.381,89 € 426,20 € 6,91 € 419,29 €
17 2.961,84 € 426,20 € 6,15 € 420,05 €
18 2.541,02 € 426,20 € 5,39 € 420,82 €
19 2.119,44 € 426,20 € 4,62 € 421,58 €
20 1.697,09 € 426,20 € 3,85 € 422,35 €
21 1.273,97 € 426,20 € 3,09 € 423,12 €
22 850,09 € 426,20 € 2,32 € 423,89 €
23 425,43 € 426,20 € 1,55 € 424,66 €
24 0,00 € 426,20 € 0,77 € 425,43 €
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Dunque il soggetto del nostro esempio è riuscito ad ottenere un prestito poco superiore ad un terzo del suo stipendio con un tasso molto alto, “contando” sul fatto di poter avere una liquidità maggiore nel breve periodo e fare fronte a queste rate per poter ottenere la somma che gli serve.

Vogliamo far presente che le Banche, a differenza dei soggetti privati, cercano sempre di delimitare al massimo l’ambito del loro rischio. Proprio per questo la domanda del soggetto volta a ottenere una linea di credito è subordinata, spesso, al rilascio in favore della Banca di una garanzia da parte del richiedente o meglio ancora da parte di un terzo garante!

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